Tom's Hardware: Sifar punto di riferimento nella riparazione di smartphone e tablet

Fonte: Tom's Hardware Italia


Sifar, il mercato della riparazione tra risparmio e ambiente


Il mercato della riparazione di gadget e dispositivi tecnologici si divide in due. Da un lato quello del canale di assistenza autorizzato, dall’altro il riparatore indipendente. Uno scenario che, complice anche le varie richieste istituzionali da parte delle organizzazioni internazionali come l’Unione Europea, sta portando molti brand ad “aprirsi” ai vari centri per allargare le opportunità di riparazione per l’utente. Un contesto che va di pari passo con la salvaguardia del pianeta, la riduzione dello spreco e, nel nostro caso, del rifiuto tecnologico. In tale panorama, Sifar svolge un ruolo fondamentale.

L’azienda ha un’esperienza ultraventennale nel settore della telefonia mobile ed è un punto di riferimento per la fornitura di parti di ricambio ed accessori per smartphone e tablet. Ad oggi è fornitore ufficiale di ricambi per Huawei, Samsung, Wiko, Asus e Oppo. Come ci spiegano Giovanni e Andrea Sibilla, soci fondatori di Sifar: “Siamo specializzati nella vendita di parti di ricambio, compatibili e originali, oltre alla distribuzione ufficiale di ricambi, forniamo anche elementi originali e compatibili per i più noti produttori del mercato“. Al di fuori della mainboard dei dispositivi, Sifar interviene su tutto quello che circonda smartphone e tablet, coprendo quindi quasi il 100% delle necessità di riparazione degli utenti.

Secondo i due manager, in Italia ci sono circa 5.000 centri autorizzati. “Se consideriamo che il mercato dei PC si è fuso, negli ultimi anni, con quello di telefonini e tablet, allora il numero può essere anche maggiore. Principalmente forniamo parti di ricambio ma abbiniamo qualche prodotto che serve per la diagnosi del dispositivo e che fornisce servizi quali il trasferimento o la cancellazione certificata dei dati, nel caso di vendita del telefono ad una terza parte o dismissione”.

Sifar serve tutto il Paese, dal Nord al Sud. Anche i paesi più piccoli possono beneficiare di un punto di contatto nelle loro vicinanze, grazie alla localizzazione estesa. Come ci spiega Sifar, la maggior quantità delle riparazioni viene eseguita in primo e secondo livello. Si tratta della riparazione di schermi LCD, batterie e parti meccaniche, senza necessità di micro saldature.

Ci sono poi centri più attrezzati per svolgere operazioni complesse, che sono eseguibili da personale formato apposta, grazie a corsi speciale. “Una preparazione è assolutamente indispensabile – proseguono – noi stessi ci appoggiamo a terze parti per offrire programmi di formazione”. Questo per evitare che sul mercato si affaccino figure poco professionali, non in grado di rispondere alle esigenze del cliente. Non meno importante è il discorso dei dati, del loro trasferimento sicuro e protetto.

Il mercato della riparazione sta crescendo, sia per business concreto che come interesse. La stessa qualità dei ricambi è aumentata nel tempo, disegnando un contesto che non ha paura di poter risolvere problematiche con il medesimo valore della casa madre. I produttori cercano partner che diano continuità, serietà e rispettino determinate regole, “per questo, noi apponiamo un nostro sigillo sui ricambi perché sappiamo che ogni prodotto esce dall’azienda nel modo migliore possibile“.

Come tutti i mercati, anche quello della riparazione sta subendo dei forti ritardi per la catena dell’approvvigionamento. Si parla di settimane, invece che di giorni per veder riparato uno schermo del telefonino e simili ma niente che si protragga ulteriormente. Un rallentamento che, soprattutto negli ultimi mesi, può dare un vantaggio a chi offre parti di ricambio privatamente, con un prezzo inferiore. Uno scenario che non sempre è indice di qualità delle parti, anzi.

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Tom's Hardware: Sifar punto di riferimento nella riparazione di smartphone e tablet

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Fonte: Tom's Hardware Italia


Sifar, il mercato della riparazione tra risparmio e ambiente


Il mercato della riparazione di gadget e dispositivi tecnologici si divide in due. Da un lato quello del canale di assistenza autorizzato, dall’altro il riparatore indipendente. Uno scenario che, complice anche le varie richieste istituzionali da parte delle organizzazioni internazionali come l’Unione Europea, sta portando molti brand ad “aprirsi” ai vari centri per allargare le opportunità di riparazione per l’utente. Un contesto che va di pari passo con la salvaguardia del pianeta, la riduzione dello spreco e, nel nostro caso, del rifiuto tecnologico. In tale panorama, Sifar svolge un ruolo fondamentale.

L’azienda ha un’esperienza ultraventennale nel settore della telefonia mobile ed è un punto di riferimento per la fornitura di parti di ricambio ed accessori per smartphone e tablet. Ad oggi è fornitore ufficiale di ricambi per Huawei, Samsung, Wiko, Asus e Oppo. Come ci spiegano Giovanni e Andrea Sibilla, soci fondatori di Sifar: “Siamo specializzati nella vendita di parti di ricambio, compatibili e originali, oltre alla distribuzione ufficiale di ricambi, forniamo anche elementi originali e compatibili per i più noti produttori del mercato“. Al di fuori della mainboard dei dispositivi, Sifar interviene su tutto quello che circonda smartphone e tablet, coprendo quindi quasi il 100% delle necessità di riparazione degli utenti.

Secondo i due manager, in Italia ci sono circa 5.000 centri autorizzati. “Se consideriamo che il mercato dei PC si è fuso, negli ultimi anni, con quello di telefonini e tablet, allora il numero può essere anche maggiore. Principalmente forniamo parti di ricambio ma abbiniamo qualche prodotto che serve per la diagnosi del dispositivo e che fornisce servizi quali il trasferimento o la cancellazione certificata dei dati, nel caso di vendita del telefono ad una terza parte o dismissione”.

Sifar serve tutto il Paese, dal Nord al Sud. Anche i paesi più piccoli possono beneficiare di un punto di contatto nelle loro vicinanze, grazie alla localizzazione estesa. Come ci spiega Sifar, la maggior quantità delle riparazioni viene eseguita in primo e secondo livello. Si tratta della riparazione di schermi LCD, batterie e parti meccaniche, senza necessità di micro saldature.

Ci sono poi centri più attrezzati per svolgere operazioni complesse, che sono eseguibili da personale formato apposta, grazie a corsi speciale. “Una preparazione è assolutamente indispensabile – proseguono – noi stessi ci appoggiamo a terze parti per offrire programmi di formazione”. Questo per evitare che sul mercato si affaccino figure poco professionali, non in grado di rispondere alle esigenze del cliente. Non meno importante è il discorso dei dati, del loro trasferimento sicuro e protetto.

Il mercato della riparazione sta crescendo, sia per business concreto che come interesse. La stessa qualità dei ricambi è aumentata nel tempo, disegnando un contesto che non ha paura di poter risolvere problematiche con il medesimo valore della casa madre. I produttori cercano partner che diano continuità, serietà e rispettino determinate regole, “per questo, noi apponiamo un nostro sigillo sui ricambi perché sappiamo che ogni prodotto esce dall’azienda nel modo migliore possibile“.

Come tutti i mercati, anche quello della riparazione sta subendo dei forti ritardi per la catena dell’approvvigionamento. Si parla di settimane, invece che di giorni per veder riparato uno schermo del telefonino e simili ma niente che si protragga ulteriormente. Un rallentamento che, soprattutto negli ultimi mesi, può dare un vantaggio a chi offre parti di ricambio privatamente, con un prezzo inferiore. Uno scenario che non sempre è indice di qualità delle parti, anzi.

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